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Dracula Untold, il film cialtrone ma coraggioso

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Chiamatemi cinico, purista oppure stronzo se volete ma, credo che sia fuori d’ogni dubbio che ogni film che abbia come protagonista Dracula sia confrontato con i classici del genere, vale a dire Dracula, Dracula il vampiro e Bram Stoker’s Dracula. E nel confronto è ovvio che anche solo il pareggio con questi quasi capolavori dell’horror sia solo una chimera.

Per quanto irraggiungibili, questi classici offrono però molti spunti per chiunque voglia accostarsi al personaggio di Dracula e al mondo dei vampiri: spunti che il cinema degli ultimi anni ha ignorato bellamente facendo diventare i vampiri tutto quello che non sarebbero dovuti diventare.

Gary Shore, regista di questo nuovo capitolo della saga, Dracula Untold, ha dimostrato però di avere coraggio nell’affrontare la sfida. Si tratta del primo atto di una serie di film che hanno come obiettivo di svecchiare i mostri classici del cinema per renderli vendibili – ovvio che sia per questo motivo – a un pubblico nuovo. Purtuttavia il signor Shore non ha potuto evitare di schiaffarci dentro le solite schifezze action hollywoodiane. Come se nessun film possa essere prodotto in America senza che ci siano determinate scene e specifici contenuti.

Quindi, riassumendo, la mia visione del film è stata positiva per certi versi e negativa per altri.

Dracula dunque, o meglio Vlad di Valacchia è il protagonista di questo film che racconta l’inizio della leggendaria vicenda che lega superstizione popolana, paura ancestrale, esoterismo, eroismo e amore.

Per quanto mi riguarda, ho sempre considerato Vlad come un eroe romatico, capace di sacrificare tutto, anche la sua umanità per un bene superiore. E il fatto che paghi questa scelta diventando la personificazione del male non fa altro che aumentare la sua grandezza.

Untold significa mai raccontato e infatti la trama comprende alcune leggende che riguardano Vlad  e i vampiri che ancora non erano state trattate in un film e che in questo vengono infilate di striscio quando avrebbero anche potuto essere centrali rispetto all’evoluzione della storia. Senza spoilerare troppo, conosceremo il carismatico Vlad, tormentato da un passato sanguinoso e desideroso adesso di regnare sulla Transilvania difendendo il suo popolo dalle angherie dei Turchi conquistatori. Per salvare la sua gente e la sua amata famiglia Vlad sarà disposto a sopportare le pene dell’inferno fino a stringere un patto con una oscura creatura che infesta le montagne ai confini del suo regno. Come si evince Vlad soccomberà alla sete di sangue e perderà tutto ma senza aver dimostrato di essere disposto a mettere in gioco tutto per difendere i suoi cari. Qui non ci sono poteri e responsabilità ma solo la responsabilità di essere un buon marito, padre e principe e il desiderio di acquisire il potere per farlo.

La croce e la delizia con Dracula Untold è che il film ha due velocità: una per le scene di battaglia e una per quelle più psicologiche. Le battaglie sono troppo veloci e confuse, si fa una fatica enorme a capire quello che sta succedendo e come sta succendendo mentre quando si tratta di rappresentare dei momenti di relativa calma il film diventa piacevolmente lento e diretto.

Tra le cose che mi sono piaciute di più ci sono state il dialogo tra Vlad e la creatura e il rapporto tra il Vlad principe di Transilvania e il Vlad padre e marito. Quando Vlad va a incontrare il mostro si accende una discussione fatta di tranelli verbali in cui il nostro eroe deve quasi implorare il vampiro a donargli il suo potere mentre quest’ultimo, ben deciso a donarglielo per scopi personali, impreziosisce la merce con un discorso che vuole spiegare tutto senza spiegare nulla. Esattamente quello che mi aspetto da una creatura che ha vissuto per secoli dentro una caverna in attesa di cedere il suo fardello al meritevole malcapitato di turno. Vlad è evidentemente innamorato perso di Mirena e del figlio Ingeras e per loro scatena una diatriba contro il Sultano dei Turchi che da inizio alla tragedia: da un lato si vede un principe carico delle responsabilità che questa carica concerne e dall’altra un marito e un padre che  sarebbe disposto a scarificare un regno piuttosto che rinunciare all’amore familiare. L’amor che move il sole e l’altre stelle è dunque la chiave di volta che spinge Vlad a diventare il flagello dell’umanità: questa è l’essenza vera e propria del bene che non può esistere senza il male, dell’oscurità che si sublima nella luce.

Da rivedere invece lo sfruttamento dei poteri da vampiro di cui Vlad fa sfoggio per metà film. Giusta la tipologia e la spettacolarità di questi ma mi aspettavo che il principe delle tenebre non avesse bisogno di forza bruta per sconfiggere un semplice esercito. Inoltre il duello finale stile chi c’è l’ha più duro è tristissimo: Dracula, anche se ancora vampiro da poco, non deve aver problemi a liberarsi di un guerriero.

Nel complesso Dracula Untold mi è sembrato un film sufficiente che forse sarebbe anche essere potuto migliore, più psicologico e profondo in stile Bram Stoker’s Dracula e magari un tantino più terrificante come Dracula il vampiro ma è sicuramente migliore delle tonnellate di monnezza vampiresca che i vari action e horror movie ci hanno vomitato addosso negli ultimi anni.

 

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