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La post-recensione di Blade Runner…

Il pianeta Terra sta diventando inospitale per cui la popolazione si sta trasferendo su Marte dove verrà aiutata ad ambientarsi da droni sempre più simili agli umani. Non tutta l’umanità però: solo coloro che dimostreranno di avere doti intellettive sufficientientemente sviluppate. In altre parole i cervelli di gallina non possono emigrare.

Gli abitanti della Terra, in attesa di emigrare o condannati a rimanere che siano, hanno creato una società di tipo burocratico-religiosa dove tutto è regolato da un rigido sistema di leggi e dal culto di Mercer, un tipo di religione hi-tech che fa entrare in contatto un’anima con tutte la altre attraverso un accrocchio tecnologico a cui ci si connette fisicamente.

In una società diventata fredda ed estraniante l’ultimo barlume di umanità di riflette nella fissazione dei terrestri di possedere un animale vero, non un surrogato elettrico fornito da una delle tante aziende esistenti ma, un vero e proprio esemplare in carne ed ossa il cui prezzo è determinato da un catalogo costantemente aggiornato. E i prezzi sono salatissimi.

In questo contensto, facciamo la conoscenza di Rick Deckard, cacciatore di droidi, vale a dire una specie di poliziotto privato che recupera i droidi che fuggono da Marte per rifugiarsi illegalmente sulla Terra (dove non possono soggiornare). La storia comincia quando Rick decide di compiere la sua ultima missione recuperando 8 droni del nuovo tipo Nexus-6 i quali sembrano davvero riuscire a mimetizzarsi in mezzo agli umani.

Do Androids Dream Electric Sheeps verte tantissimo sull’aspetto psicologico e morale della vicenda: da un lato, infatti, abbiamo un cacciatore di taglie che distrugge droni per sopravvivere e dall’altro dei meccanismi biomeccanici che in molti casi pensano di essere veramente umani e forse un po lo sperano. Questa dicotomia è inserita in un ambiente culturale in cui solo la vita organica viene rispettata e per questo i droidi, che seppur siano grado di prendere decisioni per conto loro e agire come un vero essere vivente, vengono considerati inerti, non vivi, e quindi moralmente eliminabili. Il succo della questione è: quello che Rick chiama ritiro e che corrisponde in molti casi alla distruzione del droide può essere considerato un omicidio? Moralmente uccidere un uomo o disattivare definitivamente un robot possono essere posti sullo stesso piano?

Spetta al lettore farsi la sua idea e districarsi in questo marasma psicologico-fantascientifico messo insieme da Philip K. Dick in una delle opere che è diventata un film di culto nella categoria della fantascienza con il titolo, appunto, di Blade Runner.

Se il romanzo Do Androids Dreams Of Electric Sheep rispecchia fedelmente la visione pessimistica della società che ha P.K.Dick, in cui la vita è un susseguirsi di scelte dolorose ma necessarie e smpre al limite dell’immoralità, il film di Ridley Scott va invece a indagare la psicologia dell’androide mettendo sotto i riflettori la differenza tra i due aspetti del carattere di Roy Batty (l’antagonista finale di Decker): quello più squisitamente spietato, tipico di una macchina, e quello più riflessivo caratteristico di un organismo che si sta evolvendo. Ritengo quindi che sia impossibile pensare al film e al romanzo come due opere simili ma piuttosto come una compenetrazione di tematiche che rende la visione del film la normale prosecuzione della lettura del romanzo o viceversa, se volete.

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