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Estensione del dominio della lotta di Michael Houellebecq

Consigliatomi da un amico di vecchia data, con i dovuti avvertimenti, Estensione del domino della lotta si è rivelato essere un romanzo totalizzante e pericoloso quanto un buco nero. Una lettura molto complessa che ha stimolato in me vecchi demoni sopiti da lungo tempo (che ho faticato a tenere a bada) e mi ha riportato a vivere le stesse emozioni di qualche mese fa quando, mio malgrado, mi è capitato di conoscere una persona in tutto e per tutto simile al protagonista di questa storia.

Estensione del dominio della lotta è il primo romanzo dello scrittore francese Michael Houellebecq, un autore che ho imparato a conoscere e ad apprezzare stilisticamente proprio grazie a questa lettura.

Protagonista della storia è un analista programmatore trentenne parigino il quale pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, snocciola tutta una serie di pregiudizi e luoghi comuni sulle persone che frequenta. Egli è chiaramente un asociale con profondi picchi di misoginia, pressapochismo, supponenza, razzismo e sessismo. Insomma se mai ci fosse bisogno di un personaggio totalmente negativo eccolo qua. Aggiungeteci poi che questo ragazzo è pure un qualunquista della peggiore specie ed avete il quadro di una persona che definire impossibile da frequentare suona un po come una barzelletta.

E infatti questo tizio è quasi sempre solo per gran parte del romanzo così finisce per deliziarci con teorie di una cattiveria allucinante su quanti si trovano sulla sua strada arrivando a trasformare tutti in stereotipi di persone che lui odia, quindi li etichetta e li archivia nel suo malatissimo cervello.

Nella sua visione distorta della realtà non c’è alcuna qualità che possa salvare il resto della popolazione mondiale dal suo integerrimo, indefesso e sconclusionato giudizio universale e tante volte leggendo il libro mi sono trovato nella condizione di desiderare che qualcuno lo affrontasse a muso duro perchè diventa insopportabile come un maglione a dolcevita il 15 di agosto in Sicilia.

Questo trentenne ragiona come un ottantenne: è stressato e sfibrato dalla vita, non riesce a trovare stimoli ne nel lavoro ne nell’altro sesso e praticamente più che vivere, sopravvivve giorno dopo giorno donandoci perle di saggezza dal sapore pungente di olio di ricino.

Come tutte le persone tronfie della loro sconfinata intelligenza, che manifestano attraverso giudizi sommari e teorie pseudo filosofiche da quattro soldi, anche questo tizio si lascia andare spesso a presuntuosi tentativi di analisi della società tirando fuori ragionamenti al limite della sanità mentale che svariano e traggono ispirazione ora da un luogo comune ora da un pregiudizio.

A questo punto molti si chiederanno perchè una persona sana di mente dovrebbe leggere Estensione del dominio della lotta

In primo luogo perchè è scritto molto bene con una traduzione chiara e coerente e poi perchè lo si deve prendere come una specie di manuale per riconoscere le persone come l’innominato protagonista di questa storia che spesso si trasformano in ladri di energia e felicità. Riconoscerli ed evitarli come la peste.

Purtroppo io sono stato impossibilitato ad evitare un tizio del genere e non vi sto qui a dire quanto la mia salute mentale sia stata messa a dura prova; leggendo il libro di Houellebecq ho rivisto perfettamente i comportamenti di questa persona e mi sono sorpreso di come lo scrittore abbia saputo creare un personaggio così reale e allo stesso tempo negativo, che abbia molto da dire per chi riesce a leggere tra le mille stronzate che dice.

E quello che si sente, a voler ascoltare bene, è solo una parola straziante: AIUTO. E lo scrivo in stampatello maiuscolo per far capire quanto questa parola sia gridata da questo ragazzo.

A voler interpretare tra le righe del testo si legge anche un profonda critica a quello che è il sistema dei rapporti tra le persone che vivono nella società. Per me che credo nella libera associazione tra gli individui e considero l’amicizia un sentimento sopravvalutato è stato molto chiaro il messaggio che Houellebecq ha voluto celare dietro l’apparente saccenza di questo personaggio. La società crea prodotti inadatti alle relazioni, che si accartocciano sul loro io e si atrofizzano in schemi comportamentali stantii ma sicuri perchè non mettono in dubbio quello stesso io interiore che tutti ci teniamo stretti manco fosse un tesssoro (leggere alla Gollum).

Ammetto di avere un po paura. Paura perchè essendo un trentenne single come il protagonista della storia devo stare attento alle forze coercitive che potrebbero portarmi a sviluppare un comportamento simile al nostro anti eroe. Purtroppo per evitare quelle forze spesso si deve mettere in discussione tutto e questo non è mai facile per chi ci sta intorno. In questo caso però il gioco vale la candela.

PS. Ho deciso di non nominare nè l’amico che mi ha consigliato la lettura (ma tanto appena leggerà il post recepità il mio ringraziamento) nè tantomeno la persona con cui ho avuto a che fare che non credo leggerà mai questo post ma che non mi sembrava corretto nominare in questa sede.

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