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Metropolis di Fritz Lang torna al cinema

Nessuno – e dico nessuno –  che sia un appassionato di fantascienza può non aver visto i due film che sono le colonne portanti di questo genere cinematografico. Chiamatemi purista, antipatico e anche presuntuoso ma nessuno può parlare di fantascienza impunemente senza aver visto almeno una volta Viaggio Sulla Luna di Georges Méliès e Metropolis di Fritz Lang.

In Metropolis Fritz Lang ha costruito un concetto archetipico di fantascienza fondendolo con tematiche sociali e paure ancestrali che affondano nella natura stessa della società: ecco perchè il film mostra già i caratteri stilistici e contenutistici che poi saranno sviluppati sulla carta stampata da George Orwell in 1984.

In Metropolis c’è un futuro lontano nelle nebbie del tempo in cui la società si è divisa in due classi sociali distinte: i ricchi, che vivono nell’alto dei loro palazzi e gli operai che vivono sottoterra. I primi quasi ignorano l’esistenza dei secondi finchè non accade l’irreparabile e cioè che questi due mondi vengono a contatto l’uno con l’altro in una schematizzazione che segue quella delle liriche classiche ovvero con divisione in tre parti: Prologo, Intermezzo e Furioso.

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Datato 1927, Metropolis è un film muto dalla durata scoraggiante (117 minuti nella versione standard e 159 nella director’s cut) che mette a dura prova anche il cinefilo più accanito ma che alla fine lascia una visione d’insieme più profonda del settore della fantascienza e fa capire quanto le saghe più famose di questo genere abbiano attinto a piene mani dall’immaginario onirico e geniale di Metropolis.

In questi giorni Metropolis torna in alcuni cinema italiani e questa è un’ottima opportunità per goderselo sul grande schermo: purtroppo le sale in cui viene proiettato sono poche perchè in questo periodo c’è da mandare in onda la solita commediola imbecille con Frank Matano e Bisio o quella scemenza sopravvalutata e schifosa dei Soliti Idioti.

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