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Il racconto dei racconti: due paroline a caldo

Su Il racconto dei racconti di Matteo Garrone avevo sentito recensioni entusiastiche, critiche appena appena pungenti e il classico evergreen bello ma non è il mio genere come a voler dire il tiramisù è buono ma solo sui piatti di colore verde….

Fatto sta che questo primo esperimento italiano fantasy-che-fantasy-non-è è molto convincente. Anzi, moltissimo.

Partiamo subito col chiarire un concetto: Il racconto dei racconti non è un film fantasy ma è piuttosto un film fiabesco. Mancano le meccaniche tipiche del fantasy, la profondità dell’ambiente storico e i lunghissimi spiegoni tipici di questa tipologia di storie. Gli stessi dialoghi sono perfettamente essenziali e diretti, forse un po banalotti in alcuni passaggi ma non si sente proprio la mancanza di quel modo di parlare sibillino o arcaico che si sente quasi sempre in un fantasy.

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Il racconto dei racconti è una fiaba per adulti, sicuramente lontana dai canoni disneyani del volemose bene a tutti i costi e con tantissimi riferimenti ai lavori più tetri dei fratelli Grimm.

Il filo conduttore è l’elemento fantastico tipico delle fiabe con quell’alone di horror misto splatter che male non fa; c’è decisamente troppa violenza per farlo vedere a un ragazzino di 8 anni e del resto ci sono delle dinamiche che a un bambino di quell’età non risulterebbero molto chiare; c’è tantissima gnocca e ritorniamo all’inappropriatezza per i più piccoli e ci sono fin troppi passaggi che richiedono un attimo di concentrazione..adulta.

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Il Castello di Roccascalegna in provincia di Chieti

Tecnicamente il lavoro di Garrone è ineccepibile: bella fotografia, ottimo sonoro e utilizzo degli effetti speciali in maniera molto educata e compassata. Bellissima la scelta dei fondali che sono un misto tra costruzioni realmente esistenti in giro per l’Italia e scenari costruiti in digitale.

Chi si aspetta principesse in attesa di imbecilli in calzamaglia rimarrà deluso, chi si aspetta il buonismo moralista dei finali disneyani storcerà il naso; chi cerca la fiaba politically correct troverà re che defenestrano povere vecchiette e principesse che decapitano mariti manco fossero Xena, tanto per dirne qualcuna.

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Il Ponte del Diavolo (già Ponte della Maddalena) nei pressi di Borgo a Mozzano in provincia di Lucca

Vincente anche il cast. Vincent Cassel è un ottimo caratterista come sempre, Salma Hayek meno esplosiva del solito (non è mai scollata!!) ma piacevole; c’è spazio per una timidissima Stacey Martin reduce dalle fatiche (!!) di Nymphomaniac e per gli occhioni azzurri di Bebe Cave. C’è anche Massimo Ceccherini che di solito è il portavoce della volgarità invece qui non sembra malaccio: forse perchè non ha neanche una battuta sul copione. Un appunto negativo, invece, per il doppiatore di John C.Reilly, sempre fuori tempo ma per fortuna il personaggio dura poco…ops..piccolo spoiler…

Il racconto dei racconti non è un capolavoro immenso nel firmamento del cinema italiano ma è come una piccola perla che in una videoteca male non ci starebbe…

 

 

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