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The Lazarus Effect, quando ci si risveglia dalla morte

the lazarus effect

Per i fan della tv esiste una guida apposita con i programmi stasera in tv su www.questaseratv.it che vi aiuta a scegliere tempestivamente tra i programmi e film del palinsesto serale (specie se in prima serata). Per i fan del cinema, ma anche per chi non ha trovato nulla di davvero interessante per stasera in televisione, perché non approfittarne per andare al cinema più vicino? In queste settimane è in programma The Lazarus Effect, un film horror che si discosta dai soliti film della stessa categoria grazie alla sua trama ma che comunque non eccelle per alcune mancanze nella sceneggiatura e, per certi versi, anche per mancanza di fantasia. Si poteva fare quindi di meglio. Il film in ogni caso incuriosisce grazie ad una trovata (quasi) originale: cosa succede se si riporta in vita qualcuno ormai morto da tempo? Come reagirebbe il corpo del soggetto?

Un team di scienziati, capeggiati da Frank (Mark Duplass) e Zoe (Olivia Wilde), sta lavorando ad un progetto segreto che a quanto pare permetterebbe di portare in vita un cadavere. I primi esperimenti non danno alcun risultato sperato, ma finalmente le cose cambiano quando riescono a resuscitare un cane come, appunto, avrebbe fatto Gesù con Lazzaro riportandolo in vita dopo 3 giorni. Le cose sembrano andare per il verso giusto, l’esperimento è riuscito con successo! Ma la verità è che non si tratta di un vero successo: il cane si comporta in modo davvero strano come se non si trattasse più dello stesso cane. Cosa accadrebbe se ad essere portata in vita fosse una persona e non un’animale? E’ quello che accade alla dottoressa Zoe quando accidentalmente rimane folgorata a causa del suo stesso esperimento e perde la vita. Frank decide che è il momento di testare il tutto su di lei perché comunque questa è l’unica chance che ha per poterla riabbracciare. Ma l’utilizzo di una cavia umana porterà a conseguenze inimmaginabili dall’aspetto terrificante.

In verità non si tratta di sola finzione. Il fenomeno chiamato “Sindrome di Lazzaro” esiste ed è riconosciuto da tempo. Si verifica quando un paziente, pur non avendo risposto ai trattamenti di rianimazione del corpo, si “risveglia” giorni dopo dal suo stato di morte. Alla sola idea che esista qualcosa del genere viene la pelle d’oca e ci si chiede come sia possibile che accada tutto ciò. Eppure nella storia sono già stati riscontrati molti casi di questo tipo.
Uno dei casi più recenti riguarda una donna in Colombia. Noelia era stata colpita da un infarto. I medici a quel punto l’hanno tenuta collegata ad alcuni macchinari che le permettessero comunque di respirare per qualche giorno. Quando è stato accertato che non c’era più pressione arteriosa, i macchinari sono stati spenti ed è stata dichiarata ufficialmente morta. La donna è stata quindi portata all’obitorio dove si stavano facendo i preparativi per la sepoltura, ma improvvisamente la donna ha cominciato a muovere prima la mano sinistra e poi quella destra. Il respiro ha ripreso ad essere regolare così come il battito cardiaco. Insomma, la donna era tornata in vita!
Un fenomeno raro ma che, da quel che si sa, accade quando il battito cardiaco scende sotto alcuni livelli che i macchinari non sono più in grado di percepire. A quel punto il paziente viene dichiarato morto anche se è possibile che nei giorni successivi il suo corpo si riprenda e ristabilizzi le normali funzioni vitali. A partire dal 1982 almeno 25 casi sono stati accreditati alla sindrome di Lazzaro.
Tra le possibili cause si pensa che in questi casi, in seguito alla rianimazione cardiopolmonare, il corpo riesca a riportare la pressione all’interno del torace a livelli ottimali anche dopo diversi giorni. Ne consegue la riattivazione del battito cardiaco e quindi il risveglio del paziente da un completo stato di morte.

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