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Cloud Atlas: la fantascienza al servizio dell’arte

Ci sono romanzi che segnano nettamente un confine tra quello che c’era prima e quello che c’è dopo e spesso poichè ciascuno di noi percepisce gli input in modo diverso rispetto ad un altro capita che un romanzo che a malapena il mainstream si fila finisce per trovarti, in uno scaffale polveroso di una libreria, scoperto perchè sei un fissato dei titoli di testa dei film. E se non fosse per qualche regista visionario non se ne avrebbe traccia e sarebbe un vero peccato.

Non ho alcun problema e sento davvero il bisogno di dire che Cloud Atlas è uno dei romanzi di fantasceinza meglio costruiti e realizzati che io abbia mai letto. Ed è vincente quanto il film per quanto riguarda l’impatto che la storia narrata può avere sul lettore o sullo spettatore. E se così non è io mi farei delle domande sulla vostra apertura mentale, fossi in voi…

Cinque storie con 5 protagonisti diversi in 5 periodi storici lontani nel tempo e nello spazio e un filo sottile che avviluppa il tutto in una matassa che non solo non ci è dato di capire ma soprattutto non abbiamo alcun diritto di capire.

“Le nostre scelte come traiettorie dei quanti sono comprese momento per momento: ad ogni punto di intersezione ogni incontro suggerisce una nuova potenziale direzione“.

 
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Tutto è connesso, dunque, ogni scelta in bene o in male che facciamo oggi può cambiare la realtà dei fatti tra 10, 100 o 1000 anni e condizionare la vita di persone a cui siamo legati senza averlo mai sospettato (nella teoria della fisica quantistica ciò si chiama entanglement quantistico).

Così David Mitchell riesce a creare una storia corale in cui veniamo trascinati tra cinque diverse epoche storiche per seguire altrettanti personaggi che ad ogni singola scelta finiscono per condizionarsi involontariamente.
Nei mari del Sud un giovane avvocato deve concludere un importante affare ma si imbatte in alcune persone opportuniste e poco raccomandabili; nell’Inghilterra del primo dopoguerra un promettente musicista si mette al servizio di un esimio compositore per riabilitare il suo nome; nell’America degli anni 70 una impavida giornalista vuole smascherare un complotto governativo; nel 2030 una servente di una mangeria si ribella al regime costituito e infine nel 3000 un umile pastore scoprirà una delle più grandi verità che la razza umana non è mai riuscita a comprendere nel suo rapporto con la divinità.
Il cuore del romanzo è il capitolo dedicato alla servente. In una Seoul post industriale alcune ragazze vengono genomate (programmate geneticamente e fatte nascere artificialmente) per servire i clienti nella mangerie Papa Song, il cuore dell’economia statale. Il tema di questa parte del romanzo verte sull’uguaglianza tra purosangue e genomati e sembra tanto essere una velata critica al mondo della scienza e della società dei consumi. La ribellione di Sonmi è la parte più profonda e commovente di Cloud Atlas e rappresenta anche il fulcro della storia che è costruita a matrioska con una tecnica di collegamento delle varie parti che è pura arte.
Pur essendo un romanzo di fantascienza, Cloud Atlas cambia radicalmente i canoni che usiamo per interpretare la realtà proponendoci la possibilità di percepire ogni nostra scelta come una singolarità quantistica che influisce su quello che può accadere ad un altro individuo, lontano da noi nel tempo e nello spazio, in modi che sono sorprendenti per il nostro sistema di credenze.

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