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Creazione inversa

Creazione Inversa

E se invece…

Il primo giorno l’uomo scoprì l’infinito all’interno di sé stesso. Scoprì che esso non aveva confine alcuno ma l’uomo non capiva cosa questo volesse significare.

Il secondo giorno, l’uomo, terrorizzato dall’incomprensibile vastità dell’infinito, creò Dio a sua immagine e somiglianza e gli fece abitare l’infinito. E nella sua testa cominciò a parlarci, a confidargli ogni suo segreto e anche se quello non rispondeva egli sapeva che nelle profonde inimmaginabili distanze dell’infinito qualcuno aveva ascoltato i suoi pensieri.

Il terzo giorno l’uomo inventò il linguaggio e la matematica. Adesso poteva parlare alle altre creature e anche articolare discorsi più complessi con Dio nella speranza che quegli gli rispondesse. Poteva far di conto e cercare di misurare l’inifnito. Decise che la moltiplicazione e l’avverbio “sempre” erano le sue invenzioni preferite: “per sempre” diventò la frase che ripeteva più spesso. L’uomo era felice ma ogni tanto sentiva un formicolio dietro gli occhi, però non riuscendo a capire cosa fosse cercava di ignorarlo. Dio era felice. Anche se aveva deciso di non comunicarlo all’uomo.

Il quarto giorno l’uomo incontrò la donna e se ne meravigliò. Comprese quale grande invenzione fosse stata il linguaggio perchè adesso poteva discorrere con chi poteva rispondergli e ne era felicissimo. Provò a comunicarlo a Dio ma neanche a quello ebbe risposta.

Il quinto giorno l’uomo scoprì i sentimenti che lo legavano alla donna e, nello stesso istante, Dio scoprì l’invidia. L’uomo e la donna erano felici, avevano rinunciato all’idea di capire l’infinito dentro loro stessi perchè il vuoto era pieno di sentimenti: “per sempre” fu sostituita con “qui”, “ora”, “adesso” e soprattutto “ti amo”. Dio fu dimenticato o almeno così egli si sentì.

Il sesto giorno, accecato dall’ira e dall’invidia, Dio urlò all’uomo e alla donna che i loro sentimenti erano senza valore perchè prima o poi sarebbero morti; l’uomo e la donna risposero che il motivo per cui avevano così valore era appunto perchè un giorno tutto sarebbe finito.

Il settimo giorno Dio non potè più trattenere la collera: cancellò la memoria all’uomo e alla donna, li scaraventò su un pianeta lontano dove i loro corpi si dissolsero e poi scomparirono. Soddisfatto del suo operato, Dio si riposò e quando, dopo svariati millenni, si svegliò, guardò l’infinito intorno a se e sospirò “E adesso?”

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