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Un cuore, un cane, una strega e un diamante

Benvenuti a tutti, Signore e signori, e preparatevi ad assistere a un esperimento molto particolare: cercare il denominatore comune tra un romanzo del 1925 e un brano del 2009; tra uno scrittore russo ostracizzato dalla società in cui viveva e un cantautore romano snobbato dalle emittenti radio del suo paese, tra un cane trasformato in uomo e un uomo trasformato in cane. Vi avverto: si parlerà di streghe, di cani e di incantesimi e ci sarà anche un diamante per chi avrà coraggio e pazienza di arrivare fino alla fine. Pronti?

Che l’esperimento cominci…

Due provocatori Michail Bulgakov e Alessandro Mannarino. Diversi per ambito di competenza, periodo storico e posta in gioco ma accomunati da quel sentimento di insofferenza espresso sottoforma di tagliente ironia che move il Sole e l’altre Stelle. O forse no, quella era un’altra cosa…Vabbè.

Bulgakov ha davvero vissuto le pene dell’inferno a causa della sua penna tagliente. Non ha risparmiato critiche nè alla società russa, nè al governo e tantomeno alla tanto osannata (e sopravvalutata) Rivoluzione che doveva trasformare gli esseri umani in esseri virtuosi ma che ha generato mostri come ogni estremizzazione intellettuale che sia (in)degna di questo nome. Nel suo romanzo Cuore di cane, lo scrittore da un duro colpo alla morale russa rivoluzionaria raccontandoci la storia di Sarikov (Pallino nella versione italiana), un cane trasformato in uomo da un grande scienziato.

Non credo che Mannarino rischi seriamente quanto l’altro protagonista di questo post ma l’opinione pubblica a volte sa essere peggio di un tribunale russo: specie se parliamo della vita privata degli artisti che sembra debba per forza passare sotto l’attento giudizio di ogni singolo italiano prima di essere accettata. Che società di…. Comunque ne La strega e il diamante, il cantautore romano tratteggia la storia di un cane che, invitato a giacere con una strega, rimane affascinato da un diamante da lei posseduto. E’ una metafora, badate bene, non c’entra la zoofilia.

Tornando al focus di questo post, cosa accomuna Cuore di Cane e La strega e il diamante? Cosa hanno colto riguardo alla natura umana uno scrittore di inizio secolo che viveva a Mosca e un cantautore che vive nell’odierna Roma?

Non è la presenza del cane e nemmeno la metafora. E’ il cuore centrale delle due opere che le rende simili: il punto di vista. La cosa più importante che esista è il punto di vista. Perchè è personale, intimo e rappresenta l’aspetto più sincero della personalità di un individuo.

In Cuore di cane il dottor Preobrazenskij raccatta un randagio per le vie di una Mosca gelata e lo umanizza mediante un complicato trapianto di ipofisi (una ghiandola che si trova nel cervello)

L’ipofisi è un concentrato della personalità umana

Ma l’essere da lui creato si evolve e sfugge al suo tentativo di controllo (da notare la fortissima e cinica somiglianza con la Rivoluzione Russa in questo passaggio) cosicchè il dottore e i suoi assistenti saranno oggetto di ogni tipo di vessazione da parte del cittadino homunculus Sarikov.

L’ipofisi è un concentrato di ogni determinata personalità e non del minimo comune denominatore di umanità.

Guida alla lettura —> Cuore di cane su Amazon

Ne La strega e il diamante, il protagonista decide di abbandonare la routine giornaliera così si imbatte in una strega che gli cambierà la vita

Una volta ho detto basta, cambio tutto,
cominciamo con la strada,
allora ne prendo una e vado dritto…
è un po’ difficile.
Da un balcone una signora con le lanterne sulla pancia
mi dice sali su che c’ho l’estate nella stanza,
era inverno e son salito

Guida all’ascolto —> La strega e il diamante

Comincia così la malia della strega che si esprime sottoforma di canzone in dialetto siciliano (la voce è di Simona Sciacca)

Amure mio, a vita è n’estate lassa stari i corvi lassù
ca non c’è Dio ma c’è un cantu di streghe
e n’tu lettu c’è un diamante che ho nascosto
e u poi pigghiari sulu tu

E a quel punto il povero cane è preda dell’incantesimo per sempre.

Tutta la forza di Cuore di cane, in cui si rispecchia il tema dell’importanza del punto di vista, sta nella costruzione della trama che comincia come racconto in prima persona da parte del randagio, si trasforma in diario operativo del dottore per poi concludersi con un racconto in terza persona in cui traspare il distacco tipico dell’autore. Tre punti di vista, la stessa storia.

Ecco, cosa si ottiene quando un ricercatore, invece di procedere di conserva con la natura, forza le cose e solleva il velo

Mentre la parte a mio avviso più bella de La strega e il diamante è la consapevolezza (simboleggiata dal diamante) che il protagonista acquisisce dopo che si è sentito ammaliato ma abbandonato dalla strega.

Ho capito tutto!
E ogni sera adesso, faccio quel che faccio:
ogni volta cambio faccia e
ogni volta cambio nome,
una notte sono agnello una leone pesce spada tamburino,
soldato mendicante…
E me ne sto così, sul letto, co’ la strega e col diamante.

Anche qui, diversi punti di vista.

Spero che l’esperimento vi sia piaciuto o che non vi sia piaciuto affatto, insomma che non vi abbia lasciati indifferenti. Mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista su Cuore di cane e La strega e il diamante

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