Crea sito

Categorized | Recensioni

Crimson Peak: temi più i fantasmi o l’amore?

Prendi una storia di fantasmi e aggiungici due capitoli di storia d’amore; mescola bene e aggiungi paura, suggestione, orrore e anche pietà e comprensione. Poi metti dietro la macchina da presa Guillermo del Toro e il resto è storia. Anzi il resto è Crimson Peak.

Confesso di voler bene al regista messicano soprattutto per Il labirinto del fauno, ad oggi, secondo me, l’unico vero film fantasy in circolazione se dobbiamo scomporre l’elemento fantasy nella sua essenza e cioè la fuga dalla realtà. Lasciate stare Peter Jackson e il suo Signore degli Anelli (seppur ottimo) o le altre digressioni sul grande schermo: Il labirinto del fauno è fantasy allo stato puro.

Crimson Peak però di fantasy non ha nemmeno un fotogramma. E per fortuna.

Del Toro ritorna sul tema dei fantasmi dopo 14 anni (rif. La spina del diavolo, 2001) e lo fa con una maturità registica sorprendente che punta molto sulla evocatività delle immagini in accordo con le emozioni di un ben determinato momento della storia. Ok, occorre che mi spieghi.

Edith è la figlia di un famoso costruttore americano e vuole a tutti i costi sfondare nel mondo della letteratura con una storia di fantasmi che viene però sempre respinta perché gli manca qualche capitolo sull’amore. Edith è cresciuta senza la mamma, solo con il padre amorevole ma burbero e poco le importano le moine dei ragazzi e soprattutto la corte del giovane medico Alan. Questo, però, finché a New York arriva il baronetto Thomas Sharpe che ammalia la giovane scrittrice e le promette ricchezze e amore qualora la seguisse nella propria casa di famiglia nel cuore della campagna inglese.
Ora, prima che crediate che io sia ammattito e vi stia raccontando un romanzo Harmony, ci tengo a puntualizzare che la giovane Edith in realtà ha la facoltà di vedere i fantasmi, o meglio, il fantasma della madre che cerca in ogni modo di metterla in guardia riguardo ai pericoli di Crimson Peak. La ragazza non capisce, noi non capiamo, io non ne parlo per non spoilerarvi il film e voi, sicuramente avrete capito lo stesso.
Fatto sta che il bel Thomas ha una inquietante sorella, Lucille, che risucchia la luce delle scene tutte le volte che appare e qui mi ricollego alla maestria di del Toro nella gestione di immagini e suggestioni.

La prima parte del film infatti è ambientata a New York dove, con una gestione pazzesca della fotografia, ci viene mostrato il personaggio di Edith come la principale fonte di luce: i vestiti della ragazza sono sempre di colore sgargiante e attirano lo sguardo, i biondissimi capelli riflettono la luce della scena e anche l’atteggiamento di Edith cattura tutta l’attenzione dello spettatore.
Poi, però, nella seconda parte la luce di Edith si spegne perché è Lucille a catturarla. E non si limita solo a catturarla ma anche ad assorbirla in un abisso di oscurità.

I due fratelli custodiscono infatti un segreto orrendo che si cela dietro le quinte delle loro azioni esattamente come i fantasmi che appaiono a Edith e questi ultimi hanno qualcosa da raccontare…
Siccome l’allarme spoiler mi sta facendo scoppiare la testa mi fermo qui.

Volevo però fare un riassunto dei punti deboli e dei punti di forza di Crimson Peak con l’aiuto di Soncox che mi ha accompagnato al cinema e che mi ha fatto rilevare alcune particolarità.

Punti deboli di Crisom Peak

  • Nelle scene in cui appaiono i fantasmi la musica è fin troppo alta e dà molto fastidio pregiudicando la godibilità del film. Soncox sostiene, e io sono d’accordo con lui, che qualche giro di volume in meno e quelle scene sarebbero state perfette
  • La fase dell’innamoramento di Thomas e Edith è un po’ troppo scarna. Non c’è il tempo giusto per apprezzarne l’evoluzione, tutto è fin troppo veloce e semplificato quando, per contro, la parte centrale del film rallenta in maniera imbarazzante e diventa in alcuni casi ripetitiva.
  • Ho notato che man mano che Edith dipana il groviglio di misteri c’è un bilanciamento non proprio ottimale nelle sue reazioni: alcune rivelazioni le suscitano delle reazioni spropositate, altre delle reazioni fin troppo pacate data la gravità del momento.
  • Charlie Hunnam. Il biondissimo dottor Alan McMichael non buca lo schermo come l’importanza del suo personaggio imporrebbe. Sembra che stia passando per caso nelle scene. Charlie sarà anche salito sui robottoni di Pacific Rim ma il suo massimo livello di recitazione finora lo ha raggiunto nei panni di Jax Teller nella serie Sons Of Anarchy.

Punti di forza di Crimson Peak

  • L’intreccio tra la storia narrata dal film e il romanzo scritto da Edith è un colpo di genio. Non posso dirvi altro per non anticiparvi nulla ma credeteci.
  • I riferimenti ad altri film: provate a trovare gli indizi che accomunano Crimson Peak a Ghostbusters II, Dracula di Bram Stoker, The Others e perfino La Bella e La Bestia di memoria disneyana.
  • Le chicche inserite qua e là per solleticare l’occhio dello spettatore più attento con piccoli particolari e riferimenti incrociati a ciò che viene detto qualche scena prima o che si vedrà dopo.
  • Il cast: Tom Hiddleston (Thomas) è veramente bravissimo e se riuscirà finalmente a scrollarsi di dosso la nomea di quello che ha fatto Loki io ne sarò contento. Jessica Chastain (Lucille) è spettacolare: riuscire a dissimulare tutta la sua bellezza trasfigurandosi in quel modo (vedrete) è roba da grandi interpreti. Un gradino sotto ma di pochissimo, Mia Wasikowska (Edith): perfetta nella prima parte quando c’era da sorridere e fare gli occhi da cerbiatta, un po meno quando bisogna interpretare l’orrore.
  • La fotografia eccezionale che evolve dai colori sgargianti della prima parte alle tonalità lugubri della seconda parte
  • La realizzazione dei fantasmi inerente con la causa del decesso: un particolare che non è banale in una storia del genere
  • Il contrasto tra l’amore e l’orrore, tra il sentimento che lega due persone così profondamente e che se non si riesce a gestirlo diventa annullamento e in alcuni casi orrore puro.

Mi sembra quindi abbastanza chiaro che Crimson Peak abbia superato l’esame. Io e Soncox siamo d’accordo nell’affibbiargli un bel 7 tondo tondo.

E voi, avete paura dei fantasmi? E dell’amore?

SeguiPostScriptumBlog