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La Madhitation di Madh

Adoro le contaminazioni musicali. Mi piace tantissimo ascoltare mescolati due o più generi, specie se in contrasto tra loro. Trovo che la commistione dei generi possa essere il fattore salvifico per la musica di questi anni che purtroppo da troppo tempo sguazza nel conformismo e nella paura di sperimentare.

Mi importa davvero poco o niente del fatto che l’artista di cui vi parlo oggi venga da una passata edizione di X-Factor, un talent-show, un tipo di prodotto che a mio avviso toglie alla musica vera più di quanto confessa di dare, ma è solo il mio parere. Il parere di uno stronzo qualsiasi che consuma la musica come se fosse aria da respirare.

Oggi parliamo di Madh, acronimo di my advice doesn’t help, al secolo Marco Cappai, un 22enne che viene dalla cittadina di Carbonia che non si trova nella Terra di Mezzo ma nella parte meriodionale della Sardegna. E proprio dalla seconda isola d’Italia (la prima è la mia Sicilia, non me ne vogliano gli amici sardi) arriva una artista dal respiro internazionale che ha davvero poco da spartire con le scuderie di cantanti vomitate fuori dai vari talent che sembrano usciti fuori da una fabbrica con le loro faccette fresche e carine tutte uguali e i loro brani sole-cuore-amore indirizzati a quindicenni in preda all’ormone o casalinghe disperate orfane di Mr Grey. Ma sto ricominciano a fare lo stronzo, però, cavolo, #fuoric’èilsole non si può proprio sentire.

Il primo album di Madh dopo l’esperienza televisiva, Madhitation, è uscito lo scorso luglio e seppure sia un album all’inizio un po’ difficile da comprendere, i suoni sono molto particolari e per farli tuoi ci devi mettere un po’ di intelligenza e orecchio, alla fine risulta davvero un ottimo lavoro discografico.

http://www.rockol.it/img/foto/upload/Madh%20Madhitation.jpg

Suoni nuovi, bella alternanza di elettronica, rap e moombahton. Quest’ultimo è un genere musicale nato nel primo decennio degli anni 2000 negli USA come commistione tra house e reggaeton, due generi che personalmente non ho mai apprezzato più di tanto ma che, grazie alla reciproca contaminazione, non mi hanno fatto sanguinare le orecchie come al solito.

Il mio brano preferito è Triangle.

E’ chiaro che Madh abbia imparato molto dall’esperienza in TV e dai consigli di gente come Fedez e Elio (e le Storie Tese) che per quanto riguarda lo stare al centro dell’attenzione e gestirne pro e contro possono tenere dei corsi universitari. All’interno di Madhitation c’è però molto lavoro serio, di quello che capisci solo se vai a spulciare i vecchi video sul canale Yotube di Madh e ti accorgi che, sia maledetta la TV italiana, in questo paese per sfondare devi per forza usare il mezzo televisivo perchè per quanto tu possa essere bravo finchè non compari nel rettangolino domestico nessuno si accorgerà di te.

Sei tu il padrone di ciò che sei, di ciò che hai

lo sai che il tempo non ti risparmia mai

non ti lascia mai

sei tu il padrone di ciò che vuoi, di ciò che fai

Madhitation è un album che propone una meditazione alternativa a quella classica di stampo orientale; una meditazione piena di suoni, di parole e di ritmo che ci mette in contatto con i limiti della nostra esperienza musicale. E’ una ventata di freschezza, altro che i tormentoni estivi.

Ho ascoltato Madhitation per tutta l’estate e devo dire che il suo ritmo mi è entrato nel sangue tanto da sorprendermi a fischiettare alcuni brani in maniera ossessiva. Per essere uno stronzo cresciuto a pane e rock anni 70 è tutto dire.

Provate ad ascoltarlo pure voi.

 

 

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