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Ora hai tempo

Cominciò tutto una mattina di fine settembre.

La sveglia era impostata alle 8:00 ma lui alle 7:59 aprì gli occhi come se avesse dimenticato di fare qualcosa. Il tempo di fare mente locale, come dicono quelli fighi, e partì Così Parlò Zarathustra. La stramaledetta sveglia. A quel punto si fece una risata e si preparò ad affrontare la faticosa giornata di lavoro.

E’ risaputo che tra i maggiori fattori di stress riconosciuti dalla mentalità collettiva dei giovani lavoratori single, (in)felicemente accoppiati, o che almeno sperano di diventarlo, c’è proprio lo svegliarsi prima del suono della sveglia: un fenomeno che potremmo chiamare destazione anticipata. Clinicamente non ha alcuna influenza sull’attività biologica del corpo umano ma psicologicamente ha lo stesso effetto avvilente di venire via dalla festa proprio quando è arrivata la tipa che ti piace. Il fatto che molto spesso veramente ti svegli mentre stai sognando di stare a una festa in cui è presente la ragazza dei tuoi sogni (sogni dentro ai sogni: Inception docet, grazie Nolan) è una coincidenza del tutto casuale sull’esistenza della quale gli scienziati di tutto il mondo si stanno aggrovigliando le meningi. Invece di lavorare sul serio, tra l’altro.

Passarono diversi giorni senza che si accorgesse di svegliarsi sempre qualche minuto prima che la sveglia suonasse. Quando se ne accorse erano 20 minuti.

Bene, pensò. Visto che sono in piedi mi porto avanti con il lavoro.

Abituato al nuovo ritmo di vita nemmeno fece caso al fatto che ogni giorno che passava si svegliava sempre prima finché una mattina non fu colto da un pensiero. Che ora é? Mi sembra di lavorare da almeno 6 ore… Sono le 10:00! E adesso che faccio?

Chi non è abituato ad alzarsi alle prime luci dell’alba, a fare colazione e magari andare anche a fare una corsetta prima di mettersi a lavorare non può capire cosa si prova quando si guarda l’orologio convinti che siano almeno le 16:00 e invece sono ancora le 10:30 del mattino. Quella sensazione di essere convinti di aver fatto già tanto anche se non è trascorsa nemmeno mezza giornata spaventa ed eccita allo stesso tempo: ti senti un dio solo per aver fatto metà del lavoro che ti spetta fare e al tempo stesso ti angosci al pensiero di cosa ti aspetterà nel resto della giornata.

A quel punto si finisce per andare a coccolare ripetutamente la macchinetta del caffè, cosa che lui fece durante le interminabili mattinate di lavoro anticipato arrivando a consumare in una settimana ben 2 pacchetti di caffè. Oltre alle sortite in cucina, comunque, trovò modo di dedicarsi a tutta una serie di attività che per mancanza di tempo aveva sempre accantonato come sistemare una certa categoria di appunti o dare ordine alla libreria o ancora fare dei lavoretti in casa.

Se la scienza fosse meno seria di quel che è ci direbbe che il soggetto affetto da destazione anticipata è solito consumare in maniera compulsiva bevande a base di alcaloidi naturali volgarmente definite thè e/o caffè spesso accompagnate dall’aspirazione di alcaloidi parasimpaticomimetici contenuti in prodotti volgarmente detti sigarette. In realtà l’organismo non avrebbe alcun bisogno di assumere tali sostanze ma il consumo delle stesse durante un’interruzione volontaria dell’attività lavorativa che viene definita pausa caffè, o anche pausa sigaretta in alcuni ambiti, comporta un effetto psicologico simile alla sensazione che si prova quando stai per andartene da una festa dove è presente la ragazza dei tuoi sogni ma all’ultimo secondo l’amico che ti deve riportare a casa decide di fermarsi un’altra oretta. Il fatto che questa cosa succeda sempre e solo nei tuoi sogni è sintomatico di una dipendenza da idiozia onirica visto e considerato che la macchina nella realtà ce l’hai e non c’è motivo alcuno di esserne sprovvisto nei tuoi sogni.

Dopo un mese si era convinto che tutto dipendesse dall’avere smesso di consumare lo zucchero. Aveva da tempo abbandonato i dolci sia confezionati che artigianali e anche smesso l’abitudine di aggiungere zucchero di canna al caffè o al thè. Da qualche parte aveva anche letto che lo zucchero in eccesso oltre a rovinare la linea finisce con il sovraccaricare il cervello provocando uno stato di agitazione permanente. Nel suo caso non si trattava di sovraccarico ma di una vera e propria attività continua e lucida. Cominciava tutto verso le 6:00 del mattino. Il sonno scompariva all’improvviso e nonostante si costringesse a rimanere sotto le coperte per almeno un’altra ora, alla fine si alzava e cominciava a lavorare fino a mezzogiorno, poi pranzo e di nuovo a lavoro. Anche se la sera tornava a casa stanchissimo e andava a dormire molto spesso dopo aver fatto serata con gli amici, ogni mattina era sempre la stessa storia.

Un giorno, sistemando i libri dell’ultimo scaffale della libreria, gli capitò in mano un libro che non ricordava di avere. Uno di quei libri pieni di aforismi che ti regala un amico distratto per il compleanno o che acquisti sull’onda di una spiritualità che dura giusto il tempo di uscire dalla libreria e, tornato a casa, scoprire che hanno caricato in streaming l’ultima puntata di The Walking Dead.

C’era un segnalibro più o meno a metà libro. Aprendolo si ricordò di quella storiella letta mesi prima che lo aveva colpito e la rilesse con piacere.

Un uomo si presenta dinnanzi alla statua di Buddha e chiede: “ Signore, io voglio tempo”

Dopo qualche minuto il Buddha risponde: “ tu stai chiedendo tempo?”

“ allora togli l’IO”

“togli il VOGLIO”

e infine, con un sorriso: “ ecco ora hai TEMPO”.

E allora andasse al diavolo la festa, l’amico con la macchina e la macchina stessa. La ragazza dei suoi sogni non doveva aspettarla alla festa ma andarle incontro. Andò a letto con questo pensiero e la mattina dopo si svegliò, con sua enorme sorpresa, alle 11:00. Ricordando a quello che aveva sognato non riusci a reprimere un sorriso e si disse: “ Ok, adesso facciamolo nella realtà”.

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